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Franco Battiato & Giusto Pio. Uno sguardo dal ponte : desertcart.co.uk: Books Review: Su Franco Battiato da sempre si è scritto molto, negli ultimi due anni poi l’attività di biografi, amici e collaboratori si è intensificata tantissimo giacché i libri pubblicati sul Maestro sono talmente tanti che per leggerli tutti avrei dovuto leggere soltanto quelli. La figura molto complessa dell’autore di Povera Patria aiuta certamente diversi approfondimenti che possono toccare tutte le sfere dello scibile umano, dalla composizione musicale alla vita spirituale passando per natura, storia, geografia, letteratura, poesia ecc. ecc. in tantissimi di questi volumi pubblicati però sembra sparito un sodalizio musicale fondamentale per la storia della crescita artistica e non solo di Franco Battiato, ed è quello col Maestro Giusto Pio. “Giusto Pio e Franco Battiato furono alleati, grandi amici, complici e sodali. Esploratori di universi artistici in continuo mutamento, sensibili agli input che in quei tumultuosi anni provenivano sia dall’Occidente che dall’Oriente, riuscirono a fonderne con libertà creativa i punti cardinali spaziando fra musica sperimentale, improvvisazione, musica classica, opera, teatro e naturalmente musica pop.” parole di Stefano Pio che con questo volume Uno sguardo dal ponte vuole aggiungere un tassello fondamentale ad una narrazione che se amputata di questo rischia di non essere equa. L’autore non vuole sminuire con questa pubblicazione la figura di Battiato ma semplicemente riposizione suo padre tra i grandi dove deve stare. “Sicchè Franco mi è figlio e padre, amico e fratello. È parte di me la migliore.” parole di Giusto Pio. Chi conosce la storia di Franco Battiato sa benissimo che Giusto Pio divenne il suo maestro di violino grazie all’insistenza di Stefano e della sorella che già conoscevano i trascorsi rock sperimentali di Franco e che da quel momento divenne assiduo frequentatore di casa Pio e che da lì nacque un sodalizio unico e irripetibile che ha dato vita a progetti indimenticabili. Stefano è anche il personaggio in copertina del 45 giri Adieu a nome Astra. Sono lieto della pubblicazione di questo volume che ovviamente si concentra sul periodo che va dal 1976 al 1996 perché anche se ascolto Battiato dal 1982, recuperando tutto ciò che ha pubblicato in passato, alcune cose mi erano sfuggite. Un esempio su tutte sono le influenze musicali che parecchi giornalisti limitano a Stockhausen o a Cage e che invece Stefano Pio ci fa sapere che le influenze musicali di Franco Battiato sono soprattutto americane o della mitteleuropa come ad esempio Steve Reich, Phillip Glass e Terry Riley, io ad esempio non conoscevo Alvin Curran, Frederick Rzewski e molti altri. Il libro è raccontato attraverso le parole di Giusto Pio raccolte da una intervista di Angelo Zanellato e filtrata dal racconto di Stefano protagonista di tantissimi episodi. Non è una semplice biografia perché si parla soprattutto di musica e di vita spirituale attraverso anche racconti personali arricchiti di foto, spartiti e documentazione varia che fanno di questo libro un oggetto prezioso da avere in biblioteca. Mi sono sorpreso ad esempio al collegamento de L’era del cinghiale bianco all’India anziché alla cultura celtica, poi mi sono scoperto ignorante nel non sapere che Motore Immobile è stato pubblicato monco del secondo disco Motore Mobile registrato nello stesso studio e nello stesso periodo. Mi piacerebbe che qualcuno lo ripubblicasse nella sua interezza e che magari potesse anche pubblicare Sigarettes che senz’altro qualcuno ha conservato. Stefano Pio scrive come il loro rapporto era talmente intimo e pieno di riconoscenza l’un l’altro che in tutti i lavori di musica contemporanea a nome solo di uno dei due in realtà prevedevano interazioni continue tra i due le influenze si sentono. Ci sono poi dei racconti preziosi come quelli dei concerti in Vaticano o a Bagdad che rendono il libro un documento da leggere e conservare. Buona lettura. #francobattiatoegiustopio #unosguardodalponte #francobattiato #giustopio #stefanopio #angelozanellato #antigaedizioni #llcchallenge2023 #categoria46 #biografiaautobiografiaautofiction Review: Stefano Pio, figlio di Giusto nonché egli stesso musicista, scrive un documentatissimo racconto sul connubio artistico tra suo padre e Franco Battiato, a decorrere dalla fine degli anni '70. Il volume è scritto in modo asciutto e con grande varietà di aneddoti. Poi, piano piano, si fa largo il piano di lettura che l' autore vuole impostare: Stefano Pio intende rimarcare il ruolo, a suo dire fondamentale, che suo padre ha avuto nel successo pop di Battiato. Giusto Pio ne esce come coautore di tutti i grandi successi del cantante siciliano e come principale ispiratore della di lui produzione new wave. Ritmiche con tempi e controtempi, archi, melodie classicheggianti... Tutto questo apparterrebbe più a Pio che a Battiato. Stefano presenta copie e bozze di contratti, credits, interventi di autori rimasti dietro le quinte, volti a restituire a suo padre il ruolo che a suo dire non gli sarebbe mai stato riconosciuto. Non c' è livore. Ma l' orgoglio di un figlio per il lavoro di un padre. Indubbiamente Giusto Pio ha vissuto nell' ombra il successo di Battiato. Per attitudine personale e per devota umiltà verso un uomo che stimava moltissimo. Ma anche perché all' epoca un certo genere di rapporto professionale era più naif. Contrariamente a quel che accade ai giorni nostri, in cui (parola di Stefano Pio!) un sodalizio come quello con Sgalambro è stato largamente pubblicizzato, nonostante lo scrittore si sia limitato esclusivamente alla stesura dei testi. A lettura ultimata, Giusto Pio ne esce come un gigante, della stessa statura creativa di Franco Battiato, che per sua scelta è rimasto un passo indietro. Una visione probabilmente di parte, ma un piano di lettura molto intrigante della grandiosa vicenda umana e artistica di Franco Battiato. Imprescindibile per ogni fan del musicista siciliano.
| Customer reviews | 4.9 4.9 out of 5 stars (33) |
| ISBN-10 | 8884353807 |
| ISBN-13 | 978-8884353801 |
| Item weight | 550 g |
| Language | Italian |
C**I
Su Franco Battiato da sempre si è scritto molto, negli ultimi due anni poi l’attività di biografi, amici e collaboratori si è intensificata tantissimo giacché i libri pubblicati sul Maestro sono talmente tanti che per leggerli tutti avrei dovuto leggere soltanto quelli. La figura molto complessa dell’autore di Povera Patria aiuta certamente diversi approfondimenti che possono toccare tutte le sfere dello scibile umano, dalla composizione musicale alla vita spirituale passando per natura, storia, geografia, letteratura, poesia ecc. ecc. in tantissimi di questi volumi pubblicati però sembra sparito un sodalizio musicale fondamentale per la storia della crescita artistica e non solo di Franco Battiato, ed è quello col Maestro Giusto Pio. “Giusto Pio e Franco Battiato furono alleati, grandi amici, complici e sodali. Esploratori di universi artistici in continuo mutamento, sensibili agli input che in quei tumultuosi anni provenivano sia dall’Occidente che dall’Oriente, riuscirono a fonderne con libertà creativa i punti cardinali spaziando fra musica sperimentale, improvvisazione, musica classica, opera, teatro e naturalmente musica pop.” parole di Stefano Pio che con questo volume Uno sguardo dal ponte vuole aggiungere un tassello fondamentale ad una narrazione che se amputata di questo rischia di non essere equa. L’autore non vuole sminuire con questa pubblicazione la figura di Battiato ma semplicemente riposizione suo padre tra i grandi dove deve stare. “Sicchè Franco mi è figlio e padre, amico e fratello. È parte di me la migliore.” parole di Giusto Pio. Chi conosce la storia di Franco Battiato sa benissimo che Giusto Pio divenne il suo maestro di violino grazie all’insistenza di Stefano e della sorella che già conoscevano i trascorsi rock sperimentali di Franco e che da quel momento divenne assiduo frequentatore di casa Pio e che da lì nacque un sodalizio unico e irripetibile che ha dato vita a progetti indimenticabili. Stefano è anche il personaggio in copertina del 45 giri Adieu a nome Astra. Sono lieto della pubblicazione di questo volume che ovviamente si concentra sul periodo che va dal 1976 al 1996 perché anche se ascolto Battiato dal 1982, recuperando tutto ciò che ha pubblicato in passato, alcune cose mi erano sfuggite. Un esempio su tutte sono le influenze musicali che parecchi giornalisti limitano a Stockhausen o a Cage e che invece Stefano Pio ci fa sapere che le influenze musicali di Franco Battiato sono soprattutto americane o della mitteleuropa come ad esempio Steve Reich, Phillip Glass e Terry Riley, io ad esempio non conoscevo Alvin Curran, Frederick Rzewski e molti altri. Il libro è raccontato attraverso le parole di Giusto Pio raccolte da una intervista di Angelo Zanellato e filtrata dal racconto di Stefano protagonista di tantissimi episodi. Non è una semplice biografia perché si parla soprattutto di musica e di vita spirituale attraverso anche racconti personali arricchiti di foto, spartiti e documentazione varia che fanno di questo libro un oggetto prezioso da avere in biblioteca. Mi sono sorpreso ad esempio al collegamento de L’era del cinghiale bianco all’India anziché alla cultura celtica, poi mi sono scoperto ignorante nel non sapere che Motore Immobile è stato pubblicato monco del secondo disco Motore Mobile registrato nello stesso studio e nello stesso periodo. Mi piacerebbe che qualcuno lo ripubblicasse nella sua interezza e che magari potesse anche pubblicare Sigarettes che senz’altro qualcuno ha conservato. Stefano Pio scrive come il loro rapporto era talmente intimo e pieno di riconoscenza l’un l’altro che in tutti i lavori di musica contemporanea a nome solo di uno dei due in realtà prevedevano interazioni continue tra i due le influenze si sentono. Ci sono poi dei racconti preziosi come quelli dei concerti in Vaticano o a Bagdad che rendono il libro un documento da leggere e conservare. Buona lettura. #francobattiatoegiustopio #unosguardodalponte #francobattiato #giustopio #stefanopio #angelozanellato #antigaedizioni #llcchallenge2023 #categoria46 #biografiaautobiografiaautofiction
L**I
Stefano Pio, figlio di Giusto nonché egli stesso musicista, scrive un documentatissimo racconto sul connubio artistico tra suo padre e Franco Battiato, a decorrere dalla fine degli anni '70. Il volume è scritto in modo asciutto e con grande varietà di aneddoti. Poi, piano piano, si fa largo il piano di lettura che l' autore vuole impostare: Stefano Pio intende rimarcare il ruolo, a suo dire fondamentale, che suo padre ha avuto nel successo pop di Battiato. Giusto Pio ne esce come coautore di tutti i grandi successi del cantante siciliano e come principale ispiratore della di lui produzione new wave. Ritmiche con tempi e controtempi, archi, melodie classicheggianti... Tutto questo apparterrebbe più a Pio che a Battiato. Stefano presenta copie e bozze di contratti, credits, interventi di autori rimasti dietro le quinte, volti a restituire a suo padre il ruolo che a suo dire non gli sarebbe mai stato riconosciuto. Non c' è livore. Ma l' orgoglio di un figlio per il lavoro di un padre. Indubbiamente Giusto Pio ha vissuto nell' ombra il successo di Battiato. Per attitudine personale e per devota umiltà verso un uomo che stimava moltissimo. Ma anche perché all' epoca un certo genere di rapporto professionale era più naif. Contrariamente a quel che accade ai giorni nostri, in cui (parola di Stefano Pio!) un sodalizio come quello con Sgalambro è stato largamente pubblicizzato, nonostante lo scrittore si sia limitato esclusivamente alla stesura dei testi. A lettura ultimata, Giusto Pio ne esce come un gigante, della stessa statura creativa di Franco Battiato, che per sua scelta è rimasto un passo indietro. Una visione probabilmente di parte, ma un piano di lettura molto intrigante della grandiosa vicenda umana e artistica di Franco Battiato. Imprescindibile per ogni fan del musicista siciliano.
M**I
Ottimo acquisto! Nessun inconveniente riscontrato.
M**A
il libro è piacevolissimo perché parla del Battiato musicista, mentre altre pubblicazioni si sono concentrati sul significato dei testi. Inevitabilmente se si parla della musica di Battiato si parla anche di Giusto Pio, che oltre a comporre insieme a lui (particolare non trascurabile ma che viene ricordato un po' troppo spesso dall'autore Stefano, figlio di cotanto padre), ha lavorato in totale fusione per tanti anni, quelli dei maggiori successi, sebbene questi non dipendessero soltanto dal suo supporto: il Maestro è stato inarrivabile in quasi tutti i suoi pezzi, con o senza Giusto Pio
C**N
Libro molto interessante scritto dal figlio di Giusto Pio con molte foto, disegni e spartiti musicali
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5 days ago
2 days ago